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L'OLIO D'OLIVA
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ORIGINI
STORIA E AMBIENTE
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Le
varietà di olivo diffuse attualmente derivano dagli olivi addomesticati
dall'uomo circa 6000 anni fa, nell'area
siro-palestinese, dove sono state rinvenute le più antiche testimonianze
di coltivazione. "I popoli del Mediterraneo cominciarono ad
uscire dalla barbarie quando impararono a coltivare l'olivo e la
vite". Così scriveva Tucidite nel V secolo a.C.. Quella
dell'olivo è una storia lunga che accompagna lo sviluppo della civiltà
mediterranea e rappresenta uno dei simboli e delle componenti più
significative del suo ambiente quale oggi ci si
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| presenta.
L'olivo,
il cui nome botanico è OLEA
EUROPEA SATIVA, famiglia
oleacee, esiste in numerose varietà,
con oltre 700 tipi
locali, chiamate "Cultivar",
diffuse in
un area tra
il 35° e il 45° parallelo di latitudine Nord,
una fascia a clima temperato che ben corrisponde alle sue esigenze
in fatto di temperatura
massima e minima; |
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questo insieme di caratteristiche
è splendidamente
offerto
da tutta
la fascia costiera
mediterranea, e in particolare da
quella italiana;
non a caso l'Italia rimane il
maggior
produttore
di olio d'oliva di qualità.
La
scelta delle cultivar da impiantare, regione per regione, dipende
strettamente dalle caratteristiche geomorfologiche del terreno e
dalle condizioni bioclimatiche dell'oliveto;
ogni
zona ha perciò
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selezionato, nel corso dei secoli, alcune cultivar che, grazie ad
un progressivo adattamento, hanno assunto caratteristiche di tipicità,
oggi riconosciute dalla normativa in vigore sulla DENOMINAZIONE
DI ORIGINE PROTETTA (DOP) - reg. CEE n. 2081/1992. Le varietà
fondamentali, che possono essere considerate capostipiti di tutte
le altre, sono in Italia la ligure Taggiasca, la Frantoio, diffusa
nel centro |
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del Paese, la Moraiolo, anch'essa del centro italia, la laziale Carboncella,
la marchigiana Sargano, tipica di Ascoli Piceno, la Coratina pugliese,
la Carolea calabrese, la Nocellara e l'Ogliarola, varietà siciliane
ed altre ancora. |
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