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CIRCUITO
MOTORISTICO CITTA' DI SENIGALLIA
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La
discesa Cavallaro
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Senigallia
ha un glorioso passato di cui vantarsi, legato al circuito cui conferì
il proprio nome. Dal 1928 al 1957, con alterne vicende, ospitò numerose
gare di livello internazionale. Ben dieci competizioni automobilistiche
ed altrettante gare motociclistiche. La pista, ricavata sul percorso
di strade d'uso quotidiano, raccordava |
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in modo equilibrato mare, città e collina. Nel 1931 le gare furono
rinviate a causa del terribile terremoto che nel 1930 devastò Senigallia.
Si riprese nel 1932, con il primo circuito motociclistico. Dopo le
vicende belliche, nell'immediato dopoguerra ci si rimise all'opera.
E' il 31 agosto 1947: si ricomincia con il secondo circuito motociclistico,
cui aderisce anche la scuderia Benelli. L'albo d'oro di Senigallia
sta per aprire le sue pagine più degne, per quella che si rivelerà
un'intensa stagione agonistica: dal 1949 al 1957, definitivo commiato
per il circuito, è una successione ininterrotta di gare per autovetture,
motocicli e side-car. |
Le
corse con i side-car
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Piloti
italiani ed internazionali di primissimo piano come Taruffi, Duke,
Villoresi, Marzotto, non fecero mancare la loro presenza nella città
della "spiaggia di velluto". Tra loro anche Ruesch, lo scrittore
svizzero autore del romanzo "Ombre Lunghe". Molte anche le donne
pilota, come Anna Maria Peduzzi.
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| In
tribuna d'onore, politici di primo piano e personaggi noti del mondo
dello spettacolo, come il regista Roberto Rossellini. Le scuderie
più in voga al tempo facevano sfrecciare i loro bodili lungo l'impegnativo
anello cittadino: Ferrari, Alfa Romeo, Maserati, Osca, Cisitalia,
Stanguellini, BMW, Guzzi, Benelli, GIlera, MV...Tra i più celebrati
ci fu Luigi Fagioli, eccellente pilota osimano, che perderà la vita
in una gara in Francia nel 1953. Un tracciato che appassionava, richiamava
l'attenzione della stampa, della radio (la Rai seguiva in diretta
lo svolgimento delle gare) e degli addetti ai lavori, tanto che proprio
Enzo Ferrari lo definì: "..un circuito come pochi,per la lunghezza
ideale del suo percorso, le insite difficoltà tecniche-agonistiche
che compendia, la grnad evisibilità spettacolare che offre, un circuito
degno di diventare sede naturale del Gran Premio". In seguito
al progressivo incremento delle potenze dei motori, e di conseguenza,
di un notevole innalzamento delle prestazioni, il circuito di Senigallia
divenne ben presto troppo pericoloso ed inadeguato alle esigenze delle
competizioni motoristiche. Tanto da finire nelle pagine polverose
dell'album dei ricordi della città. |
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Tratto
da "Per le Antiche Strade"
Editrice Gruppo Società e Ambiente Senigallia
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